Storia del Teatro Romano di Verona parte 3

Dopo così felice inizio, la completa liberazione del Teatro si impose come un dovere cittadino; il Comune, con il concorso della Cassa di Risparmio e dello Stato, riprese i lavori, condotti da Gherardo Ghirardini; in pochi anni gran parte dei resti tornarono alla luce, e tra essi rimasero solo la Chiesa dei SS. Siro e Libera e un palazzetto del Rinascimento, dove vennero raccolti gli oggetti e le opere scavati nella zona. Questi lavori, chiusi nel 1906, non erano ancora completi, specie nell’estremità occidentale del monumento; dopo la guerra si ebbe pertanto una ripresa degli scavi, che portò alla liberazione della zona fino al Vicolo Botte e che dovrà essere conclusa con la liberazione dell’ingresso e di parte dello scalone occidentale. Il monumento attende anche dei restauri che ne garantiscano la conservazione, e delle indagini minute e particolari su elementi tuttora incerti, nella scena e nella cavea. Ma soprattutto, ora che con tanto amore e con una così rara prova di interesse cittadino il nobile monumento è stato restituito al ricordo e allo studio, ne dovrà essere data una degna illustrazione. Quest’opera, da molti augurata e auspicata, coronerà la fatica di tanti anni, e affermerà l’importanza e il valore di uno dei monumenti più notevoli e significativi della romanità nell’Italia settentrionale. Finché questo non sia avvenuto, non sarà possibile dare una degna idea del Teatro veronese e porne i problemi della costituzione e della cronologia; anch’io mi dovrò limitare a qualche anticipo, basandomi su pochi dati, su vecchie misure e su piante non rispondenti alle condizioni presenti. In occasione della visita al Teatro Romano di Verona, potete visitare le altre attrazioni del centro e concedervi una pausa gustando le specialità di un ristorante a Verona centro come Corte Farina, luogo ideale per scoprire la tradizione enogastronomica Veronese o fare shopping presso un negozio di ottica a Verona.

 


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